Tu Sei la Tua Casa

È il nostro confine, la nostra pelle: dentro ci siamo noi, con la nostra intimità e i nostri segreti, fuori c’è il mondo, spesso così diverso da noi. Un mondo che visitiamo per le abitudini quotidiane o per i viaggi lontani, ma certamente – a fine giornata o a fine vacanza – torniamo a casa nostra, e appena varchiamo la soglia tiriamo un sospiro lasciando andare le tensioni e ritrovando noi stessi.

Ti capita quando vai in vacanza di sentirti “come a casa”? È una sensazione molto appagante. Gli inglese dicono it feels like home, dato che loro, intelligentemente, hanno due parole diverse per dire casa. House è l’edificio, mentre home è l’ambiente domestico, il calore del luogo in cui si vive, fatto di affetti e di oggetti (a volte pure troppi, leggi qui).

C’è un forte legame psicologico tra noi e la nostra casa, sono certa che molti ancora sospirano di nostalgia pensando alle stanze in cui hanno vissuto i loro primi anni… la cameretta! Ricordo Monica, un’amichetta che, dopo aver traslocato in casa nuova, si ritrovava ad avere per sé due stanze: quella per dormire e rilassarsi e quella per giocare, con il pavimento invaso di bambole, Barbie e altre meraviglie. Così poteva avere uno spazio ordinato per certe attività e uno stanzone in cui poter generare il delirio creativo, che non aveva bisogno di essere messo a posto ogni sera pena le sgridate della mamma che tutti noi conosciamo bene.

Effettivamente ad un ordine esteriore corrisponde un ordine interiore, troppo spesso non ce ne rendiamo conto.
Se abbiamo più familiarità con il disordine degli abiti abbandonati ovunque, forse la nostra stessa vita è caotica. Questo perché la casa è un riflesso della nostra psiche: il luogo in cui maggiormente il dentro corrisponde al fuori e viceversa. È anche il nostro confine, la nostra pelle: dentro ci siamo noi, con la nostra intimità e i nostri segreti, fuori c’è il mondo, ostile o forse no, ma certamente altro da noi. Un mondo che visitiamo per le abitudini quotidiane o per i viaggi lontani, ma certamente – a fine giornata o a fine vacanza – torniamo a casa nostra, e appena varchiamo la soglia tiriamo un bel sospirone lasciando andare le tensioni e ritrovando noi stessi. Un po’ come fa l’animale nella sua tana, luogo sicuro e protetto. Spesso la casa è la nostra tana, in cui rifugiarci, coccolarci, rilassarci – in rari casi magari rappresenta anche un inferno denso di spiacevoli ricordi o situazioni, ad ecco che ancora una volta quelle quattro pareti portano con sé sentimenti ed emozioni.

Già Freud aveva approfondito questo forte legame, che ravvisiamo anche quando pensiamo anche al figlio che se ne va – o meno – di casa, che esce a scoprire il mondo o che resta legato alla famiglia di origine e che non trova una sua autonomia, magari ammantando di comodità logistica una scelta in fondo nefasta. La mamma ti lava e ti cucina, chi te lo fa fare di andartene? Ma così facendo, si resta per sempre figli, senza diventare adulti se non sulla carta di identità.

Winnicott, invece, come molti altri psicologi, è certo che al centro del nostro essere ci sia il nucleo calmo e silenzioso del Sé che, quali che siano le condizioni esterne, ci fa sentire sicuri e protetti, un luogo in cui tornare a rigenerarsi, un centro di gravità permanente, un ambito isolato a cui non si arriva facilmente ma in cui si prova un intimo senso di benessere. Come quando da bambini ci costruivamo la tenda in giardino o sotto il tavolo.

Anche l’arredamento e la scelta dello stile e dei colori dicono tanto di noi, non certo solo come comunicazione con gli altri, ma soprattutto come sensazione di benessere che ci procura. La mia amica Silvia ha una casa con colori forti, la sua casa è come un tappeto sudamericano, piena di colori e di simboli ecumenici: Budda e Shiva, acchiappasogni e icone dorate creano una ambiente molto caldo e accogliente ma eccessivo per me, che la visito volentieri ma respiro meglio a casa mia, tra i colori pastello e le pareti spoglie. Io ho affidato la personalizzazione degli ambienti ai colori delle pareti: grigio in soggiorno, cipria al piano di sopra, nella stanza da letto. Beige il laboratorio (link), dato che è pieno di oggetti colorati che mi servono per creare. Affitto degli appartamenti a Gorizia, ognuno con il suo stile, ognuno con la sua personalità. Perché quando viaggio negli airbnb in giro per il mondo non mi trovo a mio agio negli appartamenti bianchi e asettici, magari con qualche stampa Ikea alle pareti.

Non sono una designer di interni, ma amo tirare fuori dalle persone i propri talenti: ciò risulta tanto più facile quando più ci si affida a colori e creatività, anche osando appendere alle pareti le proprie foto, i propri disegni (le forme astratte sono perfette per chi pensa di non saper disegnare!).

LE CINQUE FUNZIONI DELLA CASA

CONTENIMENTO
Separa dall’esterno, fa sentire protetti e accolti, dà un senso di intimità

IDENTIFICAZIONE
Si può arredare secondo il proprio gusto e le proprie preferenze

CONTINUITÁ STORICA
L’edificio e gli oggetti hanno una storia: eredità, regali, acquistati in viaggio…

CREATIVITÁ
Gli spazi possono essere modificati continuamente, i dettagli e i colori cambiati, oppure può restare tutto immobile

ESTETICA
Ricerca di bellezza e armonia che diano un senso di benessere

 

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